← Torna alle tradizioniChe cos’è la numerologia araba?
La numerologia araba consiste nel leggere una parola attraverso il valore numerico delle sue lettere. Ciascuna delle 28 lettere dell’alfabeto arabo porta un numero, da 1 per alif a 1000 per ghayn; si sommano le lettere di una parola per ottenerne il valore, poi si interpreta quel valore. Il metodo si chiama hisab al-jummal (il calcolo per sommazione) e la disciplina che lo comprende ilm al-huruf, la scienza delle lettere. Non è un’invenzione moderna: i grammatici arabi descrivevano il valore numerico delle lettere arabe già nell’VIII secolo, gli astronomi lo usavano per scrivere i numeri delle loro tavole e i poeti per datare un evento in un verso. Questa pagina ti offre la tabella abjad completa con i suoi due sistemi regionali, un metodo passo dopo passo per calcolare il valore di un nome in arabo, il valore reale di alcuni nomi divini e un racconto onesto di ciò che dicono le fonti, compresi i sapienti che hanno messo in guardia contro queste pratiche.
- Ogni lettera araba ha un numero: le 28 lettere vanno da 1 a 9, poi da 10 a 90, poi da 100 a 1000.
- Il valore di una parola è la somma delle sue lettere: Allah (الله) = 1 + 30 + 30 + 5 = 66.
- Coesistono due sistemi: l’abjad orientale (mashriqi) e l’abjad maghrebino, che scambiano sei lettere.
- Gli usi storici furono prima pratici (datazione, numerazione), poi mistici (sufismo, talismani).
La tabella abjad completa: 28 lettere, due sistemi di valori
La tabella qui sotto riporta le 28 lettere nell’ordine abjad, l’antico ordine semitico che dà il nome al sistema abjad (alif, ba, jim, dal). I valori orientali sono quelli in uso in Egitto, nel Levante, in Iraq, in Iran, in Turchia e nell’Asia meridionale; i valori maghrebini sono quelli di Marocco, Algeria, Tunisia e al-Andalus. I due sistemi concordano su 22 lettere e differiscono su sei, tutte nelle centinaia: sin, sad, shin, dad, za e ghayn. L’ultima colonna indica l’elemento attribuito a ciascuna lettera nel sistema reso popolare da al-Buni, in cui le lettere percorrono in ciclo fuoco, aria, acqua e terra seguendo l’ordine abjad.
Perché i due sistemi contano
Una stessa parola può avere due valori. La basmala, «bismillah ar-rahman ar-rahim», totalizza 786 nel sistema orientale, il numero stampato su innumerevoli lettere e insegne dell’Asia meridionale; nel sistema maghrebino totalizza 1026, perché sin vale 300 invece di 60. Il significato di 786, che molti cercano, è tutto qui: non un numero magico, ma la somma della basmala. Una fonte che ti dà un valore senza precisare il sistema ti dà metà dell’informazione. Tutto quanto segue usa il sistema orientale, salvo indicazione contraria.
Tre convenzioni di scrittura che cambiano il risultato
La ta marbuta (ة), desinenza del femminile, vale 5 (come ha) per la maggior parte dei praticanti, ma 400 (come ta) per alcuni. La hamza conta in genere 1, e l’alif maqsura (ى) 10, come ya. Le vocali brevi e la shadda non contano mai: il valore appartiene alle consonanti scritte. Fatima (فاطمة) vale quindi 135 con la ta marbuta a 5, e 530 con la ta marbuta a 400. Fissa le tue convenzioni prima di confrontare due nomi.
Valori abjad dell’alfabeto arabo (sistemi orientale e maghrebino)
| Lettera | Valore orientale | Valore maghrebino | Elemento (al-Buni) |
|---|
| ا alif | 1 | 1 | Fuoco |
| ب ba | 2 | 2 | Aria |
| ج jim | 3 | 3 | Acqua |
| د dal | 4 | 4 | Terra |
| ه ha | 5 | 5 | Fuoco |
| و waw | 6 | 6 | Aria |
| ز zay | 7 | 7 | Acqua |
| ح ha (faringale) | 8 | 8 | Terra |
| ط ta (enfatica) | 9 | 9 | Fuoco |
| ي ya | 10 | 10 | Aria |
| ك kaf | 20 | 20 | Acqua |
| ل lam | 30 | 30 | Terra |
| م mim | 40 | 40 | Fuoco |
| ن nun | 50 | 50 | Aria |
| س sin | 60 | 300 | Acqua |
| ع ayn | 70 | 70 | Terra |
| ف fa | 80 | 80 | Fuoco |
| ص sad | 90 | 60 | Aria |
| ق qaf | 100 | 100 | Acqua |
| ر ra | 200 | 200 | Terra |
| ش shin | 300 | 1000 | Fuoco |
| ت ta | 400 | 400 | Aria |
| ث tha | 500 | 500 | Acqua |
| خ kha | 600 | 600 | Terra |
| ذ dhal | 700 | 700 | Fuoco |
| ض dad | 800 | 90 | Aria |
| ظ za (enfatica) | 900 | 800 | Acqua |
| غ ghayn | 1000 | 900 | Terra |
Come calcolare il valore di un nome, passo dopo passo
Scrivi la parola in alfabeto arabo, senza le vocali. Cerca ogni lettera nella tabella e somma i valori: questa somma è il jummal, il valore pieno. Se vuoi una cifra sola, riduci poi la somma addizionando le sue cifre finché non ne resta una. La tradizione araba conosce anche una seconda lettura, il piccolo calcolo (jummal saghir), in cui ogni lettera conserva solo la prima cifra del suo valore: kaf conta 2 invece di 20, qaf 1 invece di 100. I tre risultati, valore pieno, valore ridotto e piccolo calcolo, non coincidono sempre, e gli autori classici sceglievano quello che serviva al loro scopo. Ecco il metodo applicato a tre parole, di cui puoi verificare il valore nella tabella.
A cosa serviva il valore di una parola
Quattro usi dominano le fonti. La datazione: un poeta compone un verso le cui lettere totalizzano l’anno di una nascita, di una vittoria o di una morte, un procedimento chiamato tarikh o cronogramma, diffuso nella poesia persiana e ottomana a partire dal XIV secolo. La numerazione: astronomi come Habash al-Hasib, a Baghdad nel IX secolo, scrivevano i numeri delle loro tavole con lettere abjad prima che si imponessero le cifre indiane. La devozione: un nome divino viene recitato tante volte quanto è il suo valore. Il confronto: due nomi, due parole oppure un nome e una data vengono accostati in base al loro valore, l’uso più vicino a ciò che la numerologia occidentale fa con le date di nascita.
Esempi calcolati (sistema orientale)
Allah (الله): alif 1 + lam 30 + lam 30 + ha 5 = 66, ridotto in 6 + 6 = 12, poi 1 + 2 = 3. Muhammad (محمد): mim 40 + ha 8 + mim 40 + dal 4 = 92, ridotto in 9 + 2 = 11, poi 2. Karim (كريم): kaf 20 + ra 200 + ya 10 + mim 40 = 270, ridotto in 9. Nel piccolo calcolo Karim dà ugualmente 2 + 2 + 1 + 4 = 9, una coincidenza che la tradizione avrebbe giudicato significativa; Muhammad dà 4 + 8 + 4 + 4 = 20, poi 2, in accordo con il valore ridotto.
Da dove viene la scienza delle lettere
La scienza delle lettere, l’ilm al-huruf, si è costruita in tre strati. Il primo è linguistico e pratico: il grammatico al-Khalil ibn Ahmad, morto intorno al 786, menziona già l’hisab al-jummal nel suo dizionario, il Kitab al-Ayn, e l’ordine alif, ba, jim, dal è l’antico ordine fenicio e aramaico, il che significa che i valori sono anteriori all’islam. Il secondo strato è filosofico: nel X secolo i Fratelli della Purità (Ikhwan al-Safa) di Bassora dedicano le prime epistole della loro enciclopedia al numero come principio primo della creazione, in uno spirito francamente pitagorico, e il corpus attribuito a Jabir ibn Hayyan costruisce una scienza della bilancia che assegna gradi alle lettere. Il terzo strato è mistico: Ibn Arabi (1165-1240) fa corrispondere le 28 lettere alle 28 stazioni lunari e ai gradi dell’essere nelle sue Illuminazioni della Mecca, e le opere attribuite ad al-Buni, morto nel 1225, fanno delle lettere una cassetta degli attrezzi per talismani, quadrati magici e invocazioni.
Le critiche all’interno della tradizione
La scienza delle lettere non ha mai messo tutti d’accordo. Ibn Khaldun, nella Muqaddima (1377), descrive la pratica nel dettaglio, compresa la za’irja, un dispositivo meccanico per produrre risposte a partire dalle lettere, e colloca i suoi usi magici tra le scienze proibite. La maggior parte dei giuristi distingueva gli usi leciti, numerare, datare, studiare le lettere del Corano, dagli usi talismanici. Il movimento hurufi fondato da Fazlallah Astarabadi nel XIV secolo, che leggeva il volto umano stesso come un testo di 28 e 32 lettere, fu condannato e il suo fondatore messo a morte nel 1394. Presentare la numerologia araba come una scienza islamica accettata da tutti significa semplificare la storia.
Le lettere misteriose del Corano
Ventinove sure si aprono con lettere isolate, le huruf al-muqatta’at: alif-lam-mim, kaf-ha-ya-ayn-sad e altre. Il loro senso non è mai stato stabilito. Gli esegeti classici vi hanno visto abbreviazioni, nomi divini o una sfida lanciata all’eloquenza degli arabi; i mistici delle lettere, le chiavi dell’intero testo. La posizione onesta della maggior parte dei sapienti, ieri come oggi, è che il loro senso appartiene a Dio. Sono la ragione principale per cui la scienza delle lettere ha messo radici nel commento coranico invece di restare un gioco da poeti.
I 99 nomi di Dio e i loro valori
Gli asma al-husna, i nomi più belli di Dio, sono le parole più spesso sottoposte al calcolo abjad. Ogni nome ha un valore, e i manuali di devozione raccomandano di recitare un nome tante volte quanto è il suo valore, oppure di impiegare quel numero in una preghiera o in un quadrato. Molti siti ricopiano le cifre gli uni dagli altri senza verificarle. I valori qui sotto sono calcolati lettera per lettera a partire dalla tabella orientale, con l’articolo determinativo, così come i nomi compaiono negli elenchi classici.
Valori abjad di alcuni nomi divini (sistema orientale, con l’articolo)
| Nome | Arabo | Valore pieno | Ridotto |
|---|
| Allah | الله | 66 | 3 |
| Ar-Rahman, il Misericordioso | الرحمن | 329 | 5 |
| Ar-Rahim, il Compassionevole | الرحيم | 289 | 1 |
| As-Salam, la Pace | السلام | 162 | 9 |
| Al-Hayy, il Vivente | الحي | 49 | 4 |
| Al-Hakim, il Saggio | الحكيم | 109 | 1 |
| An-Nur, la Luce | النور | 287 | 8 |
| Al-Qadir, il Potente | القادر | 336 | 3 |
- Verifica tu stesso ogni valore: scrivi il nome, cerca ogni lettera, somma. La maggior parte degli errori in rete nasce da un articolo o da una lettera dimenticati.
- La basmala dà 786 nel sistema orientale; per questo 786 la rappresenta sulle intestazioni delle lettere e sulle insegne, dal Pakistan all’Indonesia.
- Il Corano (74:30) dice «su di esso diciannove»; da allora il numero 19 affascina i mistici delle lettere, senza un’interpretazione condivisa.
I quadrati magici: il wafq e il buduh
Un wafq è un quadrato magico, una griglia di numeri in cui righe, colonne e diagonali danno lo stesso totale. Il mondo islamico ha ereditato il quadrato 3 × 3 da tradizioni più antiche e ha sviluppato quadrati di ordine da 4 a 10 e oltre, insieme come matematica e come talismani. Il più diffuso è il buduh: il quadrato 3 × 3 in cui righe, colonne e diagonali totalizzano 15, con i numeri pari 2, 4, 6 e 8 ai quattro angoli. Scritti in lettere, questi angoli si leggono ba, dal, waw, ha, da cui il nome. Il buduh è stato inciso su anelli, scritto su carta per i viaggiatori e le donne in gravidanza, inscritto su coppe; è l’oggetto numerologico più diffuso del mondo musulmano.
Il quadrato buduh
Prima riga 4, 9, 2; seconda riga 3, 5, 7; terza riga 8, 1, 6. Ogni riga, colonna e diagonale totalizza 15, e il 5 centrale è la somma di ciascuna coppia di numeri opposti divisa per due. Matematici come Thabit ibn Qurra nel IX secolo, e altri dopo di lui, hanno studiato la costruzione generale di questi quadrati; i testi mistici attribuiti ad al-Buni li hanno riempiti di nomi divini al posto dei numeri.
Geometria, calligrafia e bellezza del numero
Nell’arte islamica i numeri non sono una decorazione simbolica aggiunta in un secondo momento: sono il metodo di costruzione. I motivi a stella si tracciano con compasso e riga su 6, 8, 10 o 12 punte, e i calligrafi proporzionavano le lettere su una griglia di punti a rombo la cui unità era l’alif. L’affermazione, spesso ripetuta, secondo cui l’Alhambra presenterebbe tutti i 17 gruppi di simmetria del piano è discussa tra i matematici, che ne contano da 13 a 17 a seconda di come trattano il colore; il palazzo resta in ogni caso il più ricco catalogo di questi motivi giunto fino a noi. Quel che è certo è che la cultura che calcolava il valore dei nomi calcolava anche la geometria dei suoi muri, e vedeva in entrambi un modo di rendere visibile l’unità nella molteplicità.
Usi moderni e dibattiti
L’abjad non è scomparso. I libri arabi, persiani e urdu numerano ancora le loro introduzioni con lettere abjad, come i libri occidentali con i numeri romani. La fede bahá’í, nata in Iran nel XIX secolo, ha costruito il suo calendario sul valore della parola vahid, l’unità, che vale 19: diciannove mesi di diciannove giorni, e dà al nome Baha il valore 9. Negli anni Settanta il biochimico egiziano-americano Rashad Khalifa ha sostenuto che il Corano fosse matematicamente strutturato sul numero 19; il suo metodo è stato respinto dalla quasi totalità degli studiosi una volta verificati i suoi conteggi, ma riaffiora regolarmente in rete. Oggi la maggior parte di chi cerca «numerologia araba» vuole una di due cose: il valore di un nome, che questa pagina ti permette di calcolare a mano, oppure un ritratto della personalità all’occidentale, che la tradizione araba non ha mai sviluppato e che le fonti non sostengono.
Usare questa tradizione con onestà, oggi
Prendi l’abjad per quello che è: un codice storico che collega la scrittura araba ai numeri, con usi reali nella datazione, nella devozione e nell’arte. Puoi calcolare il valore del tuo nome e confrontarlo con i significati dei numeri da 1 a 9 così come li descrive questo sito, a patto di ricordare che questo accostamento è un ponte moderno, non una regola antica. Non comprare talismani venduti sulla fede di un numero, e non aspettarti che un valore predica alcunché. I sapienti che praticavano questa scienza vi vedevano un modo di contemplare l’ordine della creazione, non uno strumento di previsione.
- Le lettere abjad numerano ancora le prefazioni dei libri arabi e persiani.
- Il calendario bahá’í di 19 × 19 giorni deriva dal valore abjad di vahid, l’unità.
- Leggere una personalità nel valore di un nome è un’estensione occidentale, assente dalle fonti classiche.